NATURA E ORIGINE DELLE COMETE
Sfruttiamo ora tutte le nozioni acquisite per aiutarci ad osservare le comete. Si tratta di un tipo di osservazione astronomica che in genere non richiede mezzi sofisticati, ma presuppone una buona conoscenza del cielo, una pazienza certosina, un po di esperienza e una certa dose di fortuna (che non guasta mai).
Per osservazione di comete possiamo intendere due cose: il ritrovamento in cielo di comete conosciute, oppure la ricerca di comete "nuove", cioè di comete non ancora trovate da altri. A differenza di quanto si potrebbe pensare, la maggioranza delle comete viene scoperta da astronomi non professionisti. La ricerca di nuove comete richiede un impegno abbastanza oneroso di tempo e non garantisce risultati, cosa che negli osservatori professionali e nelle università non è lecito richiedere.
La prima idea da fissarsi bene in mente quando si intraprende questa attività è quella di non aspettarsi oggetti particolarmente luminosi e spettacolari, per tre buoni motivi. In primo luogo le comete veramente brillanti sono una netta minoranza: fantastici oggetti come le recenti Hale-Bopp o Hyakutake sono leccezione e non la regola. Tra queste due e lultima cometa brillante (la West nel 1975-76) sono passate circa duecento comete, la maggior parte delle quali non ha superato la soglia della visibilità ad occhio nudo. In secondo luogo, le immagini delle comete che ci sono familiari sono ottenute con pellicole a colori e tempi di posa molto lunghi, oppure con delle CCD applicate a telescopi di grande apertura. Infine, la luminosità e lo sviluppo della coda massimi si hanno solo in prossimità del Sole e delle Terra: spesso però ci troviamo ad osservare comete che non soddisfano alcuna di queste condizioni.
La scoperta di nuove comete richiede un impegno assiduo, quantificabile in almeno 200-300 ore di osservazione lanno, sia alla sera che al mattino prima dellalba. Se si ha lintenzione di scoprire una nuova cometa si scandagliano metodicamente alcune zone del cielo, evitando quelle troppo "battute", come la fascia delleclittica o le zone ricche di galassie, rispettivamente territori di caccia degli cercatori di pianetini e di supernovae extragalattiche. Di solito per la ricerca sistematica di nuove comete si usa il metodo visuale, che a differenza di quello fotografico permette di esplorare rapidamente vaste zone di cielo. Gli strumenti utilizzati dai cacciatori di comete sono generalmente grossi binocoli (ad esempio 20x80) o piccoli telescopi (con aperture di 150-200 mm), accoppiati con oculari che forniscono 20-50 ingrandimenti.
Non tutte le zone del cielo sono ugualmente promettenti per la scoperta di nuove comete. Le migliori sono quelle dove le comete sono brillanti, ossia in prossimità del Sole. Le ore che seguono il tramonto o precedono lalba sono quindi le più indicate per la ricerca. Le seconde sono meglio delle prime: al mattino in genere la concorrenza è meno spietata che alla sera, ma esiste un ragione più profonda, dovuta al maggior numero di comete con moto retrogrado che diretto. Alla sera le comete in moto diretto tendono (prospetticamente) ad allontanarsi dal Sole, mentre quelle retrograde vi si avvicinano. Al mattino, viceversa, le comete in moto diretto si avvicinano al Sole, mentre quelle retrograde se ne allontanano.
Un attimo di riflessione mostra come le comete in avvicinamento apparente al Sole vengano a trovarsi in condizioni sempre più sfavorevoli per losservazione, a causa della luce del crepuscolo: linverso deve valere per le comete in allontanamento. Poiché esistono più comete retrograde che dirette, ne segue che al mattino ci sono più comete in posizione favorevole allosservazione che non alla sera.
Se capita la fortuna di
scoprire una nuova cometa è necessario contattare al più presto
un osservatorio professionale, che la notte successiva confermi
la scoperta (spesso un oggetto celeste come una debole nebulosa,
non riportato sulla nostra carta, può trarci in inganno).
COME SI ASSEGNANO I NOMI ALLE COMETE
Alla cometa viene assegnata una sigla
formata da una lettera, (P o C), dallanno, da una lettera
dellalfabeto e da un numero. La lettera C indica che la
cometa è di nuova scoperta, cioè non periodica o con un periodo
lungo (superiore a 200 anni). La P indica che la cometa è di
breve periodo (sotto i 200 anni). Lanno della sigla è
evidentemente quello della scoperta. La lettera indica il periodo
dellanno della scoperta. La A indica che la cometa è stata
scoperta nella prima metà di gennaio, la B nella seconda metà,
la C nella prima metà di febbraio, e così via (la lettera I non
viene utilizzata). Il numero finale è lordine di scoperta
nella quindicina (1 prima, 2 seconda, ecc.): ad esempio la cometa
Hale-Bopp C/1995 O1 è la prima cometa "nuova" scoperta
nella seconda metà di luglio del 1995, dai signori Alan Hale e
Thomas Bopp.
Se la scoperta è reale, viene comunicata allUnione Astronomica
Internazionale, che assegna alla cometa il nome dello scopritore
(o degli scopritori, fino a tre, se questi la trovano
contemporaneamente).
Mentre la ricerca di nuove comete rappresenta un impegno gravoso, losservazione di comete già note è un obiettivo decisamente più alla portata di mano. Qui di seguito forniamo un po di consigli pratici per le osservazioni a chi si accosti per la prima volta a questa interessante attività.
In primo luogo ogni osservazione astronomica devessere preparata. Nel nostro caso specifico, dobbiamo decidere se la cometa è alla portata del nostro strumento oppure no. Le caratteristiche apparenti delle comete già conosciute sono indicate su tabelle dette effemeridi, su cui sono riportate giorno per giorno la magnitudine, lascensione retta e la declinazionedella cometa. La prima cosa da osservare è la magnitudine. Nellappendice è riportata una tabella che associa allapertura di uno strumento la sua magnitudine limite, sia per oggetti stellari che di tipo diffuso.
ELENCO DELLE COMETE OSSERVABILI E DELLE NUOVE SCOPERTE:
NOTIZIE SULLE OSSERVAZIONI E IMMAGINI DA TUTTO IL MONDO
PARAMETRI ORBITALI DELLE COMETE ED EFFEMERIDI
PREVISIONI DI MAGNITUDINE E OSSERVAZIONI Evidentemente vale la pena
mettersi al lavoro solo su comete raggiungibili dal nostro
strumento, quindi ad esempio non tenteremo mai di osservare una
cometa di 14 ^ magnitudine con un binocolo. Bisogna poi scegliere
lo strumento con cui effettuare le osservazioni. Non occorrono
strumenti particolarmente sofisticati e costosi: in generale
basta un buon binocolo (un 10x50 è ottimo), meglio se montato su
un treppiede per aumentarne la stabilità. Il binocolo permette
di esaminare vaste zone di cielo piuttosto velocemente, senza
presentare le complicazioni che si incontrano manovrando uno
strumento più grande. Ovviamente anche un piccolo telescopio
può andare bene, ma per il suo uso è necessario acquisire
preventivamente una certa esperienza osservando oggetti celesti
più semplici (galassie, nebulose). Lultima fase della
preparazione dellosservazione consiste
nellindividuare la posizione della cometa nella volta
celeste. E opportuno preparare
con cura questo lavoro prima di iniziare
losservazione vera e propria. Per poterlo fare si
consultano su uneffemeride le coordinate equatoriali della
cometa, che è necessario indicare su di un atlante celeste; è
buona norma memorizzare bene la posizione della cometa e delle
stelle circostanti per non dover consultare troppo frequentemente
le carte celesti nel corso dellosservazione. Dopo la preparazione
dellosservazione, siamo quasi pronti per incominciare.
Prima è indispensabile trovare un luogo molto buio, lontano da
qualunque fonte di luce artificiale (lampioni, fari di auto,...).
Purtroppo è sempre più difficile, specialmente dalle nostre
parti, trovare dei luoghi adatti. La corsa sempre più assurda e
dispendiosa a riempire di luminarie inutili perfino gli angoli
più remoti sta uccidendo la poesia del cielo stellato, anche se
poche persone sembrano curarsene... Individuato anche il posto,
per eventuali necessità è utile avere a portata una lampadina
schermata di rosso, per non disturbare ladattamento
dellocchio al buio. Con il binocolo si spazza tutta la zona
di cielo in cui si trova la cometa, senza disperdersi troppo
perché questo strumento ha un campo abbastanza ampio. E
buona norma tenere fisso il binocolo sulla zona della cometa e
cercarla nelloculare soprattutto con la coda
dellocchio. In questa zona infatti locchio è ricco
di bastoncelli (gli elementi sensibili alla luce notturna),
quindi ha una maggiore capacità di rivelare oggetti deboli. Una
volta individuata la cometa, la si osserva: ciò significa
che è necessario prestare una particolare attenzione
allimmagine che si ha davanti, curando i dettagli senza
perdere di vista la visione dinsieme. Non è affatto
infrequente che una osservazione di questo tipo, con strumenti
modesti, sia paragonabile (se non superiore) ad una osservazione
fotografica effettuata con tecniche più sofisticate. Infatti
molti dettagli sono così deboli da non poter essere fissati
sulla pellicola, esposta per un tempo necessario a rivelare i
dettagli appariscenti. Un tipo di osservazione non
difficile è la stima della magnitudine della cometa, che
si effettua per confronto con le stelle vicine. Si sfuocano le
stelle (puntiformi) finché non raggiungono le dimensioni
apparenti della testa della cometa, quindi si individua una
stella più luminosa e una meno luminosa della cometa. Conoscendo
le loro magnitudini visuali (riportate sugli atlanti), si può
determinare la magnitudine apparente della cometa stessa. Nelle osservazioni visuali
è importante fissare quanto si è visto con un disegno.
Non è questa la sede di approfondire nei dettagli le tecniche e
le modalità di esecuzione di questi grafici, ma è possibile
tratteggiarne le linee generali. Il disegno devessere
eseguito a ritocchi successivi; bisogna essere accurati, ma senza
eccedere nel tempo di esecuzione o nella ricerca di dettagli
inutili. La capacità di produrre buoni disegni si acquisisce con
una certa esperienza, quindi non è il caso di scoraggiarsi di
fronte ai primi risultati deludenti. Il diagramma va poi
orientato, indicando le direzioni dei punti cardinali e
possibilmente del Sole, e sarebbe buona norma inserire una scala
(in cui si indica a quanti millimetri sul foglio corrisponde un
grado di cielo). Il disegno, per poter
essere utile, va inserito in un verbale di osservazione,
nel quale si devono annotare con cura lora e il giorno
dellosservazione, il nome delloggetto osservato, le
condizioni meteorologiche (presenza o meno di foschia, vento,
stato di turbolenza del cielo...), la eventuale presenza di luci
di disturbo (luna, fanali di auto, lampioni,...), le
caratteristiche dello strumento e il nome dellosservatore.
Infine vanno aggiunti dei commenti allimmagine osservata:
le caratteristiche della chioma (se è condensata o diffusa), la
presenza eventuale della coda e la sua lunghezza apparente (in
gradi), e quantaltro possa apparire utile. Questi brevi
cenni denotano quale sia la differenza fra osservare e vedere
una cometa. Con questo non vorrei avere
scoraggiato qualcuno: losservazione e la ricerca delle
comete è entusiasmante, e vi invito a provarla: posso garantirvi
che ne vale la pena. Non esistono sensazioni paragonabili a ciò
che si prova in compagnia di sé stessi e del cielo stellato,
alla ricerca di qualcosa. I tempi sono cambiati, e forse oggi non
vediamo più nelle comete le tremende ambasciatrici del nostro
destino che tanto sconcertavano gli antichi, ma il fascino di
queste eteree visitatrici del cosmo è sempre inalterabile.
segue:
(1) Le comete nella storia
(5) L'osservazione delle comete
Comets Currently Visible di Charles S. Morris
The astronomer
IAU: Minor Planet Center
BAA Comet Section : Current (2000) comets British Astronomical Association
Comet Section
Recent News and Observations di Charles S. Morris
Comet Observation Home Page di Charles S. Morris
Comet Ephemerides di Charles S. Morris
Observable Comets
Comet Light Curves di Charles S. Morris
Comet Ephemerides di Charles S. Morris
(6) Appendice: strumenti utili
(2) Che cos'è una cometa
(3) Le orbite delle comete
(4) Origine e destino delle comete
(7) Bibliografia