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GLI SPETTRI DI NOVAE E SUPERNOVAE


Introduzione - V838 Mon(2002) - V4743 Sgr - V2363 Cyg



Spettro della Nova V838 in Unicorno
Questa nova e' stata scoperta il 6 gennaio 2002 da Nicholas J. Brown, Quinns Rocks, W. Australia, (IAU Circular 7785) quando era di magnitudine 10.
Le sue coordinate sono: (equ 2000.0): RA = 7h04m04.85s - DEC = -03░50'50.24".
La storia spettroscopica di questo oggetto e' documentata dalle circolari IAU 7785, 7786, 7812, 7822, 7829, 7831, 7834, 7855. Il giorno 8 e 9 Gennaio vengono osservate le righe di Ba II (6502, 6145, 5859 ┼) intense in emissione. Piu' deboli in emissione sono Ha e Na I mentre in assorbimento si osserva Fe II, O I (7774 ┼) e Ca II.
Il giorno 26 gennaio lo spettro assomiglia a quello di una gigante K arrossata con assorbimenti di molti metalli neutri ma senza emissioni di Ba II.
Tra l'uno e il 2 febbraio lo spettro cambia e compaiono righe in emissione di metalli ionizzati tra cui Fe II, Ti II, Cr II, Mg II, Si II. Questa fase e' documentata anche dal nostro spettro del 7 febbraio. La velocita' di espansione dedotta dalle righe di assorbimento spostate verso il blu (effetto P-Cyg. Per una spiegazione vai a "Stelle B peculiari " ) e' di 150 Km/sec il 2 e di 300 Km/sec il 7.
Nel frattempo il 3/4 Febbraio la sua luminosita' aumenta da 10.5 fino a circa 7,5.
Osservazioni nell'IR del 9 feb e 9 mar registrano la presenza di emissione di corpo nero alle temperature di 4500 e 4000 K compatibile con uno spettro di tipo K.
Il 17 Feb viene osservato l'eco di luce riflesso sui gas che circondano la nova e dalla velocita' angolare di espansione si ricava la distanza della nova pari a circa 2300 anni luce.
Dalle prime osservazioni dunque, lo spettro sembra quello di una nova lenta, non tipico di una nova di tipo Fe oppure He/N.
Gli spettri qui sotto sono stati registrati a Campo dei Fiori il 7 Febbraio, il 19 febbraio e l'8 marzo.
Il 5 Novembre 2002 (10 mesi dopo l'esplosione) Luca Buzzi dell'Osservatorio di Campo dei Fiori riprende l'eco di luce che nel frattempo si è espanso ad anello con dimensione massima di 70-75 secondi d'arco (vedi figura 5).

Figura 1: Spettri della nova V838 (dispersione 2,6 ┼/pixel) registrati alle 19.20 TU del 7 febbraio 2002 (in blu), alle 21.50 TU del 19 febbraio (in rosso) e alle 20 TU dell'8 Marzo (in marrone).
Si nota il progressivo arrossamento della forma del continuo che assomiglia a quello di una stella di tipo K (si notano ad esempio sempre meno le righe H e K del Ca II).
E' evidente anche l'attenuazione delle righe in emissione del Fe II e dell'idrogeno con profili di riga di tipo P-Cyg. Lo spettro si completa con le figure 2 e 3.

Figura 2: Continuazione della figura 1. Si nota ancora l'arrossamento dello spettro ed e' evidente l'aumento degli assorbimenti del Calcio. Il profondo assorbimento del Na I e' probabilmente almeno in parte dovuto al gas interstellare.
Lo spettro si completa con le figure 1 e 3.

Figura 3: Continuazione della figura 2. Il numero delle righe di assorbimento aumenta notevolmente nell'ultimo spettro mentre diminuisce molto l'emissione H a . L'ingrandimento della regione attorno a H a e' nella figura 4. Lo spettro si completa con le figure 1 e 2.

Figura 4: Spettri ad alta dispersione (0,42 ┼/pixel) registrati alle 18.57 TU del 7 febbraio 2002 (blu), alle 21.15 TU del 19 febbraio (verde) e alle 20.15 TU dell'8 Marzo (rosso), centrati sulla riga Ha .
Si nota la diminuzione delle righe in emissione del Fe II e l'evoluzione dell'autoassorbimento verso il blu (effetto P Cyg) della riga Ha che rivela dapprima un guscio di gas in espansione alla velocita' di circa 300 Km/sec e nello spettro dell'8 Marzo due componenti di velocita' (sdoppiamento dell'assorbimento) a circa 300 e 150 Km/sec.

Figura 5: Eco di luce ripreso da L. Buzzi con telescopio diam 60 cm F4.64 + CCD HISIS 33 il giorno 6 Novembre 2002 (somma di 6 immagini da 60 sec). Il diametro dell'eco di luce che si riflette nelle nebulose circostanti la nova ha ormai un diametro apparente di 70-75 secondi d'arco. La nova, al centro del disco circolare è ancora di magnitudine 12 nel vicino IR ma è ormai di mag 15 nel visibile. Evidentemente il suo spettro è dominato dal contributo della stella rossa.


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