RICORDO DI UN AMICO: PROF. MARIO PAVAN

SCIENZIATO GENEROSO AL SERVIZIO DELL'UMANITA' IN TUTTE LE CAUSE IN DIFESA DELLA NATURA

Gli abitanti della Cittadella La ricordano così, con le Sue parole, che resteranno incancellabili nella nostra storia ed in quella del mondo.

Grazie, Prof. Pavan. Non potremo mai dimenticare la fraterna amicizia e la condivisione degli intenti con il nostro Presidente, il sincero sostegno con il quale ha accompagnato per tanti anni la nostra Istituzione ed il "burbero" affetto per i ragazzi del Campo dei Fiori.

 

EDITORIALE

Se diamo uno sguardo al mondo considerandolo sotto l'aspetto ecologico, accanto alle meravigliose opere dell'uomo per rendere terre e mari produttivi e graditi, vediamo uno spettro di aspetti negativi spaventosi : il 43% delle terre emerse reso improduttivo o desertizzato , il 90% della fauna scomparsa , il 70% delle foreste distrutto , il clima e la composizione dell'atmosfera alterati . Mari e Oceani , il 70% della superficie terrestre , sfruttati sconsideratamente da una pesca che ha superato il limite di 100 milioni di tonnellate annue oltre il quale si intacca il capitale il cui reddito utilizzabile diminuisce sempre di più . La quantità di acqua disponibile per una popolazione in rapidissimo aumento ( 90 milioni di abitanti in più ogni anno ) per gran parte dell'umanità è insufficiente . Il flusso del benessere per i ricchi sempre più ricchi parte dai poveri sempre più poveri , malnutriti o affamati in aumento : il 25% della popolazione mondiale ha accesso all'85% dei capitali e all'80% delle risorse (quindi il 75% ha accesso solo al 15% dei capitali e al 20% delle risorse ) .

Grandi progetti di risanamento sociale e ambientale , sono tenuti inoperosi per mancanza di volontà politica operativa globale . Il mondo si consuma e gli uomini discutono.

L'Europa è un continente malato delle malattie che autoproduce : ha bisogno di cure energiche , coordinate ed equilibrate su standard da concordare . Richiede un esame di coscienza di tutti gli Stati e dei suoi cittadini , con la collaborazione di tutte le organizzazioni e le forze esistenti , nazionali ed internazionali , ufficiali e volontarie, culturali , scientifiche , tecniche , religiose , sociali , economiche e finanziarie , in definitiva è una questione politica . Dobbiamo esaminare in comune i problemi comuni per trovare soluzioni comuni . E' questo il metodo più logico , economico , efficiente per soluzioni continentali , per unire i popoli europei con un interesse comune la cui affermazione avrà una grande importanza verso quella unione politica europea cui dobbiamo tendere . L'unità non si può fare con decreti se i popoli non hanno interessi veramente comuni che possano contribuire a portare pace , giustizia, equità nel Continente più travagliato nella storia dell'umanità . Una sola caratteristica comune a forse 650 milioni sui 710 milioni di europei è l'idea del cristianesimo che anche se male vissuta tuttavia è reale . A questa ricerca e costruzione di caratteristiche comuni ci si avvicina ora in modo nuovo e su base realistica concreta , nell'interesse della salvaguardia dell'ambiente , del diritto all'ambiente in cui la vita deve svolgersi nel modo migliore . Questo dell'ambiente è il primo diritto umano , il diritto che viene a ogni essere vivente con la vita , che non ha senso se non dispone dell'ambiente in cui viverla . E' un diritto naturale primordiale che ogni essere ha per il solo fatto di esistere . Le leggi non possono che riconoscerlo e tutelarlo . Non possono infrangerlo, limitarlo o sopprimerlo . E' il primo sacrosanto diritto di ogni essere vivente presente e futuro .

 

Questi sono obiettivi ideali che ci hanno animato quando nel 1988 a Mosca a livello governativo, all'Università centrale e all'Accademia delle Scienze abbiamo proposto che l'unificazione dell'Europa passi anche attraverso una pace ecologica di tutti i popoli con l'ambiente nella sua globalità, unificando gli interessi, i concetti, la cultura ambientalistica in tutto il Continente sotto l'egida del Consiglio d'Europa, che ha poi accolto la proposta di organizzare a tale scopo un Anno Europeo della Conservazione della Natura dedicato alla tutela dell'ambiente particolarmente fuori dalle aree già protette. Dobbiamo essere grati al Consiglio d'Europa che ha accolto questo importante ideale , attraverso la decisione di dedicare il 1995 a tale scopo . Sarà l'inizio di almeno un decennio di attività comuni : nasce ora il decennio della Conservazione della Natura in Europa .

Dobbiamo essere grati a tutti gli Stati europei di averlo accettato con impegno primario per la politica interna e per le relazioni internazionali. Il problema dell'ambiente è il problema numero uno dell'umanità, nel quale il problema fondamentale è quello dell'istruzione ed educazione ambientale che dobbiamo dare ai giovani , futuri gestori del mondo, se vogliamo che lo gestiscano meglio di come abbiamo fatto noi. E' una questione di volontà politica valida ed obbligatoria per tutti gli Stati. Non sarà una spesa, ma un investimento che produce enormi utili.

Con l'AECN possiamo impostare la mobilitazione ecologica del continente , il primo laboratorio continentale per l'attuazione dei tre motivi fondamentali o regole d'oro dell'ecologia pratica:

- Salvare il salvabile ;

- Frenare i danni in corso e impedirne altri;

- Ricostituire ecologicamente gli ambienti danneggiati o distrutti.

Ciò richiede che nel Consiglio d'Europa si realizzino o si rinforzino strutture adatte, corrette da mezzi finanziari con personale specializzato e col concorso di tutti gli Stati. Anche questo non è una spesa bensì un investimento che prepara e produce un reddito per sempre.

Nella operazione ecologica pan-europea che stiamo avviando i politici avranno più facilitati i loro compiti per l'organizzazione concreta dell'Europa unita. Sarà anche un contributo per l'occupazione di cui l'Europa ha tanto bisogno.

 

 

Prof. Mario Pavan  -  Università di Pavia ( Italia)   Presidente del Comitato Internazionale Organizzatore

dell'Anno Europeo della Conservazione della Natura1995

Nè granello che la saggezza antica affida alla terra, è un fremito di vita, il perenne rinnovarsi del miracolo della Creazione.

Sia la nostra civiltà ispirata al gesto del Seminatore che ara la Terra e ne raccoglie in giusta misura i frutti senza impoverire i suoli.

Solo così ci sarà "Progresso" per i popoli e continuità delle risorse naturali.

  Premio Internazionale "Città di Varese" per i Benemeriti della Natura e delle Sue Risorse.

1978.

 

 

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