GALLERIA DI IMMAGINI DEL GIARDINO

Pensieri....................

Quando il visitatore giunge per l'irto sentiero affaticato e ansante, quassù, a ristorarsi d'aria buona e di frescura, in un meriggio estivo,  avverte attorno a sé un silenzio altissimo ed ha davanti un anfiteatro di montagne innevate, distese di prati. Allora si sofferma e resta ad osservare quietamente  il lieve ondulare di un mare di corolle e capolini bianchi, gialli, azzurri.
Negli anfratti, sulle rupi più alte, lo sguardo attento scorge a poco a poco, tra cadenti rocce calcaree e detriti, ciuffi di garofani rosa e cuscinetti di sassifraghe. Campanule cilestrine sporgono a grappoli, pendule verso un precipizio ed arbusti di biancospini   e rose di macchia.
Dai margini ombrosi del bosco di noccioli e betulle sul pendio giungono acuti effluvi d'aglio ursino e sotto un folto corniolo è facile scorgere l'iris graminea, un pò reclina sul fusto sottile, che porta tre labelli di velluto viola e, in un tappeto   di foglie accartocciate e marce dell'anno prima,  un intrico di eriche carnicine e saponarie.
Da un lastrone di roccia fessurato trasuda una sorta di rugiada  che riluce chiara sulla tela di un ragno, sotto percola uno stillicidio rado dentro una polla d'acqua immobile che non si riempie mai, tutt'attorno   soffici risvolti di muschi, licheni  avvolti da glauche epatiche.
Le gocce  continuano a cadere  a intervalli lunghi e tra una goccia e l'altra il pensiero dell'uomo solitario corre inutilmente alla città, giù nel piano, all'aria pastosa formata dai mille e mille tubi polluenti di comode automobili che non trovano spazio,  al rumore senza tregua, alle polveri e alle strade che sanno di catrame nella calura. E pensa agli ospedali pieni ma senza letti, ai bambini senza prati, ai fuochi artificiali di un sabato sera,  a quelli che stanno su, nel condominio, al 5 piano, alle chiese che attendono con le arcate silenziose la preghiera.
Il tempo è trascorso e l'ora del ritorno verso valle porta pensieri mesti di un mondo perduto: di campi, di semine, di pannocchie in fila e di  voci di boscaioli tra valle e valle. Scelte di uomini verso un destino ignoto alla ricerca di un continuo benessere che non rende felici, in un turbine di ciminiere, di veleni, di rifiuti costisissimi, di insistenti inviti ad acquistare qualsiasi cosa, ricchezze e povertà immense, sotto un cielo che pullula di satelliti artificiali alla ricerca di nuove conquiste.
Il visitatore ora, giunto alla fine del sentiero che aveva risalito apre lo sportello della sua automobile, ma resta un poco a guardare la chioma di un faggio. Mentre il cielo scolora, corre un brivido lieve sulla pelle. Egli spera di tornare più spesso, al più presto lassù, perchè un uomo ha il diritto di ritrovare se stesso e ora può farlo solo lassù, in mezzo ai fiori, in quel verde erboso, sotto quel cielo d'indaco, mentre le gocce che trasudano dalle rocce, cadono.........................

Salvatore Furia

 

home giadino