banner

IL RITIRO DEI GHIACCIAI

ghiacciaio del sabbione meridionale

SITUAZIONE DI ALCUNI GHIACCIAI DELLA VAL FORMAZZA

Il nostro collaboratore Paolo Valisa fin dal 1992 effettua un monitoraggio annuale dei ghiacciai dell'alta Val Formazza. Il ritiro dei ghiacciai, conseguenza del riscaldamento del clima alpino e globale (vedi grafico delle temperature medie a Varese) ha assunto negli ultimi anni dimensioni preoccupanti per il cambiamento dell'ambiente delle Alpi. Diminuiscono le scorte di acqua dolce e la fusione del permafrost (suolo gelato) destabilizza pareti rocciose e versanti franosi fino ad ora cementati dal gelo perenne.
Un ghiacciaio stazionario ha un bilancio di massa che compensa il ghiaccio fuso alla fronte durante l'estate con la neve accumulata nei bacini superiori in inverno.
Piccole mutazioni della temperatura possono sbilanciare questo equilibrio e percio' i ghiacciai sono sensibilissimi indicatori climatici.
Il recente riscaldamento del clima produce una fusione maggiore dell'accumulo nevoso dei mesi freddi con conseguente ritiro della fronte e diminuzione di spessore.

grafico dello spessore e ritiro del gh. Sabbioni M

Misure di spessore alla quota 2650 m e alla fronte del ghiacciaio del Sabbione (nella foto sopra). La diminuzione di spessore è dell'ordine di 1.5 m per anno mentre la fronte arretra mediamente di 25 metri all'anno. Le misure vengono effettuate all'inizio di Settembre.


Il ritiro dei Ghiacciai in Immagini
La lingua del ghiacciao di SRUER che scende dalle torri del Vannino (alta Formazza) ormai č quasi scomparsa. Pietrame affiora al posto del ghiaccio.

1996
2000 2003



Queste pagine sono offerte da: Sistemi telematici forniti da



1996-2004© Societą Astronomica G.V.Schiaparelli - l'uso di testi, immagini e dati numerici č consentito solo per consultazione e scopo personale. Per ogni altro utilizzo richiedere autorizzazione a:

Societą Astronomica G.V.Schiaparelli