Plutone
| SCHEDA TECNICA | ||
| Diametro | 2.300 km circa | |
| Distanza dal Sole | 5,87 miliardi di km | |
| Periodo di rotazione (ore) | 6 giorni 9 ore | |
| Periodo di rivoluzione (anni) | 247,7 anni | |
| Gravità (Terra=1) | 0,07 g | |
| Massa (Terra=1) | 0,002 | |
| Volume (Terra=1) | 0,006 | |
| Temperatura media | -230°C | |
| Satelliti | 5 | |
Gli astronomi cominciarono a sospettare che ci fosse un altro potenziale pianeta oltre a Nettuno quando, osservando il moto di quest'ultimo, si accorsero che non si muoveva come avrebbe dovuto secondo i calcoli della meccanica celeste: sembrava che ci fosse qualche altro oggetto che ne influenzava il moto. Clyde Tombaugh, dall'Osservatorio Lowell di Flagstaff, Arizona, si assunse il compito di cercare il nuovo pianeta. La sua tecnica consisteva nello scattare due foto della stessa zona e poi confrontarle per vedere cosa era cambiato dalla prima alla seconda foto. Il nuovo corpo fu scoperto nel febbraio del 1930 e fu chiamato Plutone, il dio romano dell'oltretomba.
Le foto originali di Clyde Tombaugh della scoperta di Plutone nel 1930
Nel 2006, nell'ambito di un importante convegno di planetologia tenutosi a Praga, gli astronomi hanno deciso di declassarlo a "pianeta nano", e nel contempo hanno definito quali corpi sono pianeti e quali no. Un corpo si definisce pianeta se rispecchia tre regole:
1) orbita attorno al Sole;
2) ha una forma rotonda;
3) è riuscito a "pulire" gravitazionalmente la sua orbita.
Se un corpo rispecchia le prime due si definisce "pianeta nano", se rispecchia solo la prima si definisce corpo minore (asteroide o cometa).
Le dimensioni di Plutone rispetto alla Terra
Plutone ha un diametro inferiore persino a quello della nostra Luna, ed essendo molto lontano dal Sole si registrano temperature molto basse (fino a -240°C). A queste temperature ed a causa della sua forte eccentricità orbitale è dovuta una delle particolarità di Plutone: la sua atmosfera, a seconda della distanza dal Sole, cambia. Quando Plutone si trova alla massima distanza dal Sole, la sua atmosfera in parte si disperde nello spazio. Quello che resta si solidifica completamente. Quando si riavvicina, una parte dei ghiacci di cui è fatto Plutone sublimano e vanno a “riformare” l'atmosfera. Si ritiene che l'atmosfera di Plutone sia composta da metano gassoso e gas quali argon, monossido di carbonio, azoto e ossigeno.
La superficie di Plutone è composta principalmente da polvere e ghiacci di acqua, monossido di carbonio, metano e azoto. Il colore della superficie, da osservazioni con il telescopio spaziale Hubble, è più chiaro ai poli e più scuro all'equatore, sebbene si siano notati cambiamenti nella sua topografia. Si presume che Plutone abbia un nucleo interno formato principalmente da ghiaccio d'acqua, metano e rocce.
Mappa della superficie di Plutone da osservazioni con il telescopio spaziale Hubble
Plutone ha cinque lune:
- Caronte, scoperto nel 1978;
- Nix (Notte), scoperto nel 2005;
- Hydra (Idra), scoperto nel 2005;
- Stige (Stix), scoperto il 20 luglio 2011;
- Cerberus (Cerbero), scoperto l'11 luglio 2012.
A parte Caronte, sono stati tutti scoperti con l'Hubble Space Telescope.
Le lune di Plutone dal telescopio spaziale Hubble
Caronte è l'unico ad avere massa sufficiente a conferirgli una forma più o meno sferica; tutti gli altri satelliti di Plutone hanno una forma irregolare.
Le dimensioni di Caronte sono più grandi di quelle degli altri satelliti conosciuti rispetto al corpo madre (il corpo attorno a cui girano): la massa di Caronte è un ottavo di quella di Plutone e il suo diametro è quasi la metà, e di conseguenza esercita molta influenza gravitazionale. Plutone stesso gira attorno al baricentro del suo sistema, situato fuori dalla sua superficie, e tra Caronte e Plutone si verifica un fenomeno di rotazione sincrona: i due corpi si rivolgono a vicenda sempre la stessa faccia.
La superficie di Caronte sembra essere ricoperta da ghiaccio d'acqua e sembra non possedere atmosfera.
Le ipotesi principali sulla formazione di Caronte sono due: una dice che si sia formato in seguito ad un impatto avvenuto quando Plutone non era ancora completamente formato; l'impatto avrebbe staccato una parte di Plutone, formando dei detriti che poi si sarebbero riassemblati andando a formare Caronte. Questa ipotesi non è molto accreditata in quanto i dati sulla composizione interna dei due corpi sembrano contraddirla. La seconda ipotesi dice che Plutone e Caronte potrebbero essere i resti di due protopianeti che si sono scontrati a velocità elevata ma non abbastanza per distruggersi.
Nel gennaio 2006 è stata lanciata la missione New Horizons, con lo scopo di studiare Plutone, Caronte e la fascia di Kuiper. L'arrivo è previsto nel 2015...