Scoperto il primo asteroide "interstellare"

di Luca Buzzi

L'immagine di A/2017 U1 ripresa con il nuovo telescopio da 84cm: è uno degli asteroidi più deboli mai fotografati dal nostro Osservatorio.

L'immagine di A/2017 U1 ripresa con il nuovo telescopio da 84cm: è uno degli asteroidi più deboli mai fotografati dal nostro Osservatorio..



Il 19 ottobre scorso l'Osservatorio Pan-STARRS alle Hawaii ha scoperto un asteroide di magnitudine circa 20, la cui orbita ha fatto subito pensare si trattasse in realtà di una cometa. Il Minor Planet Center, nella circolare di scoperta MPEC 2017-U181, lo ha catalogato infatti con la sigla C/2017 U1 (Pan-STARRS).
Fin qui nulla di speciale, moltissimi corpi celesti sembrano asteroidi nelle fotografie e un'indagine più approfondita al telescopio rivela la loro natura cometaria (solitamente è visibile una debole chioma). La straordinarietà della scoperta, unica finora nel suo genere, risiede nell'eccentricità dell'orbita.
Tutti gli asteroidi hanno orbite ellittiche, o chiuse (valore di eccentricità minore di 1), mentre molte comete hanno orbite paraboliche (e = 1) o leggermente iperboliche (e tra 1 e 1.05), il che suppone provengano dalla nube di Oort, una sorta di "serbatoio" di comete situato ai confini estremi del Sistema Solare, a circa un anno luce dal Sole.
Questo corpo celeste ha un'eccentricità pari a 1.197 e questo, unito alla sua velocità d'arrivo di 26 km/s (molto elevata), sta a significare che non è in alcun modo legato gravitazionalmente al Sole, e dunque non proviene dal nostro Sistema Solare!
Indagini approfondite fatte dall'astronoma Karen Meech con il VLT da 8.2-m ha escluso la presenza di una chioma; il MPC l'ha dunque riclassificato come asteroide, con la sigla A/2017 U1: è, dunque, il primo asteroide interstellare scoperto, espulso da un'altra stella milioni o miliardi di anni fa, che nel suo girovagare all'interno della Galassia ha incontrato il Sole proprio in questi giorni!
E' davvero un astro unico nel suo genere? Possiamo dire che è il primo oggetto interstellare scoperto, ma i modelli di formazione del nostro Sistema Solare (probabilmente adattabili a qualsiasi altro sistema solare) indicano enormi perturbazioni indotte dai giganti gassosi agli inizi, capaci di eliminare oltre il 90% del materiale originario, espellendolo dal Sistema Solare. Quindi la vera stranezza è che solo oggi ne abbiamo scoerto uno, ma in realtà all'interno della Galassia vi è un numero enorme (migliaia di miliardi o più) di asteroidi o comete non più legate alla loro stella d'origine.


L'orbita altamente iperbolica di A/2017 U1, che lo farebbe provenire dall'esterno del Sistema Solare.

L'orbita altamente iperbolica di A/2017 U1, che lo farebbe provenire dall'esterno del Sistema Solare.



Il passaggio al perielio (minima distanza dal Sole) si è verificato il 9 settembre 2017 a una distanza di circa 0,253 UA dal Sole (37,8 milioni di km) e ad una velocità di quasi 88 km/s (315.000 km/h!), mentre la minima distanza dalla Terra (circa 24 milioni di km) l'ha avuta il 14 ottobre, 4 giorni prima della scoperta.
Le dimensioni stimate dell'asteroide sono molto piccole, tra 150 e 300 metri circa.
Da dove proviene? Impossibile dare una risposta precisa ma la sua direzione di provenienza, nei pressi della costellazione della Lira, è molto vicina al cosiddetto "apice solare" la direzione in cielo verso la quale si sposta tutto il Sistema Solare: una direzione da cui è effettivamente più probabile intercettare corpi celesti interstellari.
Date le ridotte dimensioni e la sua alta velocità, l'asteroide si sta allontanando dal Sole e dalla Terra, rendendosi invisibile per telescopi sotto il metro di diametro già alla fine di questa settimana. In condizioni non ottimali, siamo risuciti a riprenderlo dal nostro Osservatorio con il nuovo telescopio da 84cm appena entrato in funzione.
Una somma di pose per un totale di 50 minuti di esposizione, con leggere velature e un pò di Luna ancora presente in cielo, è appena sufficiente per vedere il debole puntino, di magnitudine 21.4: è uno degli asteroidi più deboli mai ripresi dal nostro Osservatorio.

La notte precedente Alan Fitzsimmons e Colin Snodgrass l'hanno osservato dall'isola di La Palma (Canarie) con il 4.2-m William Herschel Telescope; tutti i più grandi telescopi del mondo stanno effettuando immagini e spettri per capirne la composizione.


L'asteroide osservato il 25 ottobre con il telescopio da 4.2-m alle Canarie, con soli 5 minuti di posa. Cortesia A. Fitzsimmons e C. Snodgrass.

L'asteroide osservato il 25 ottobre con il telescopio da 4.2-m alle Canarie, con soli 5 minuti di posa. Cortesia A. Fitzsimmons e C. Snodgrass.



Sia con il telescopio delle Canarie sia con il telescopio Hale da 5-m di Monte Palomar sono stati realizzati degli spettri in bassa risoluzione, che attesterebbero solamente una colorazione "rossastra" dell'asteroide. Gli spettri sono piuttosto piatti e con basso segnale/rumore, comè ovvio aspettarsi da un oggetto di magnitudine superiore alla 21.


Spettro dell'asteroide effettuato con il telescopio da 5-m di Monte Palomar il 25 ottobre. Cortesia J. Masiero.

Spettro dell'asteroide effettuato con il telescopio da 5-m di Monte Palomar il 25 ottobre. Cortesia J. Masiero.



Spettro dell'asteroide effettuato con il telescopio da 4.2-m William Herschel di La Palma (Canarie). Cortesia A. Fitzsimmons e C. Snodgrass.

Spettro dell'asteroide effettuato con il telescopio da 4.2-m William Herschel di La Palma (Canarie). Cortesia A. Fitzsimmons e C. Snodgrass.



Immagine dell'asteroide ripresa dagli amici e colleghi di San Marcello Pistoiese.

Immagine dell'asteroide ripresa dagli amici e colleghi di San Marcello Pistoiese.



Immagine dell'asteroide ripresa dall'amico e collega Peter Birtwhistle con un 40cm dall'Inghilterra.

Immagine dell'asteroide ripresa dall'amico e collega Peter Birtwhistle con un 40cm dall'Inghilterra.



Immagine dell'asteroide ripresa dal 2.4-m Magdalena Ridge Observatory, New Mexico, USA. Mag. 21.7 G

Immagine dell'asteroide ripresa dal 2.4-m Magdalena Ridge Observatory, New Mexico, USA. Mag. 21.7 G



Osservazioni effettuate il 30 ottobre con il 4.3-m Discovery Channel Telescope (Arizona, USA) pongono un intervallo di diametro di A/2017 U1 tra i 90 e i 180 metri, a seconda dell'albedo ipotizzata (rispettivamente il 15% ed il 4%). Con ogni probabilità, la rotazione è maggiore di 5 ore, certamente superiore alle 3 ore.
Vedi M. Knight et al., The Astrophysical Journal, 2017 Nov. 2

Nel paper "COL-OSSOS: COLORS OF THE INTERSTELLAR PLANETESIMAL 1I/2017 U1 IN CONTEXT WITH THE SOLAR SYSTEM", è stata misurata una rotazione pari a 8.1h +/- 0.4h ed un'ampiezza della curva di luce pari a 1.8 magnitudini, consistente con un oggetto fortemente allungato (rapporto di 5.3:1).

L'International Astronomical Union, tramite la circolare MPEC 2017-V17 datata 6 novembre 2017, ha inventato una nuova nomenclatura per oggetti interstellari. La sigla è formata da un numero cronologico seguito dalla lettera I, poi segue la sigla tradizionale delle comete/asteroidi. Il nome corretto ad oggi è quindi 1I/2017 U1.
All'asteroide è stato anche dato un nome: 'Oumuamua (con l'apostrofo iniziale). Il nome, francamente piuttosto impronunciabile, è stato scelto dal team di Pan-STARRS che ha scoperto l'oggetto. E' un nome di origine hawaiiana (Pan-STARRS si trova alle Hawaii) e sta ad indicare la peculiarità della sua origine. In italiano è quasi intraducibile, ma potremmo tradurlo come "messaggero inviato dal passato fino a noi".


Immagine dell'asteroide ripresa dal 2.4-m Magdalena Ridge Observatory, New Mexico, USA. 36 min. di posa. Mag. 24.2 G!

Immagine dell'asteroide ripresa dal 2.4-m Magdalena Ridge Observatory, New Mexico, USA. 36 min. di posa. Mag. 24.2 G!



 
 
 
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