I cicloni quasi tropicali nel Mediterraneo

a cura di Paolo Valisa

Anche il mar Mediterraneo, soprattutto quando le acque sono più calde alla fine dell'estate, può sviluppare cicloni quasi tropicali, chiamati "Medicane" (termine coniato dai meteorologi americani Steven Businger e Richard Reed nel 1989, in analogia con il termine americano "Hurricane"). Negli ultimi 30 anni si sono registrati almeno una ventina di "Medicane", riconoscibili per la formazione dell'occhio del ciclone nelle immagini da satellite.
Il "Medicane", in analogia con le tempeste tropicali, presenta un cuore caldo e una struttura nuvolosa di celle temporalesche che si avvolgono a spirale attorno all'occhio del ciclone (il cuore caldo) dove la pressione può scendere anche fino a 975 hPa. Siccome traggono la loro energia dal calore delle acque marine superficiali, perdono di intensità rapidamente quando toccano la costa.
Se classificati in base alla scala Saffir-Simpson, solo raramente arrivano a toccare il grado I, ovvero quello di uragano debole, caratterizzato da venti tra 119 e 153 km/h. In questo caso si parla propriamente di "Medicane" o "Mediterranean Hurricane"
Più spesso le velocità del vento medio sono inferiori a 63 km/h ed allora si parla piuttosto di “Mediterranean Tropical Depression” mentre se il vento medio è compreso tra 64 e 119 km/h si parla di “Mediterranean Tropical Storm”.

Immagine del ciclone Xandra mentre si dirige verso sud il 3 dicembre 2014. E' evidente la struttura a spirale attorno all'occhio del ciclone (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP).

Gli ultimi due che hanno toccato l'Italia si sono verificati l'8 novembre 2014 (nominato Vega o Qendresa I, con particolare maltempo nel Siracusano) e il 3 dicembre 2014 (nominato Xandra che ha interessato le coste Laziali). Il ciclone che il 1 ottobre 2015 ha portato nubifragi in Sardegna non è evoluto in "Medicane", restando una "Mediterranean Tropical Depression". Purtroppo non esiste un censimento dei "Medicane" come quello effettuato per tifoni ed uragani, tuttavia le cronache riportano numerosi eventi tra cui: "Zeo" sulla Sicilia nel 2005, "Celeno" sulla Grecia nel gennaio 1995, "Cornelia" sulla Campania e le Eolie (venti fino 140 km/h) nell'ottobre 1996, "Antinoo" nel 2007 tra Napoli e Sicilia, "Maria" sul Salento il 26 settembre 2006.
Non è noto se il numero di "Medicane" potrà aumentare con l'aumento della temperatura, ma la durata dei fenomeni è certamente più prolungata se la temperatura del mare è più alta.

Immagine del ciclone Qendresa I mentre si dirige verso verso la Sicilia orientale il 7 novembre 2014 dove porterà piogge torrenziali e onde di 4-5 metri.

Ciclone mediterraneo in evoluzione il 1 ottobre 2015 con piogge torrenziali sulla Sardegna. Senza evolvere in "Medicane" è probabilmente restato una "Mediterranean Tropical Depression". (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP)

Ciclone mediterraneo formatosi il 30 ottobre 2016 tra Peloponneso e Creta, si scompone già nella giornata del 31 ottobre, forse a causa di temperature del Mediterraneo ormai piuttosto basse. Non è stato neppure nominato come bassa pressione dall'università di Berlino. (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP)



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