I cicloni quasi tropicali nel Mediterraneo

a cura di Paolo Valisa

Quando in autunno le prime irruzioni di aria fredda scorrono sopra il Mar Mediterraneo ancora caldo dall'estate, si possono sviluppare cicloni quasi tropicali, in inglese "Tropical Like Cyclones" (TLC) o "Medicane". Quest'ultima è la denominazione più comune, coniata dai meteorologi americani Steven Businger e Richard Reed nel 1989, per assonanza con il termine americano "Hurricane" (uragano). Il "Medicane", in analogia con le tempeste tropicali, presenta un cuore caldo e una struttura nuvolosa di celle temporalesche che si avvolgono a spirale attorno all'occhio del ciclone (il cuore caldo) dove la pressione può scendere anche fino a 980 hPa. Siccome traggono la loro energia dal calore delle acque marine superficiali, perdono di intensità rapidamente quando toccano la costa.
Se classificati in base alla scala Saffir-Simpson, solo raramente arrivano appena a toccare il grado I, ovvero quello di uragano debole, caratterizzato da venti tra 119 e 153 km/h.
Negli ultimi 30 anni si sono registrati almeno una ventina di "Medicane", inconfondibili nelle immagini da satellite per la presenza dell'occhio del ciclone, nel periodo tra metà ottobre ed inizio dicembre.

Mappe della temperatura e vento a 1000m di quota (Bolam CNR) comparate con l'immagine visibile (Modis - NASA) del medicane "Numa" il 18 novembre 2017. La prima immagine mostra il cuore "caldo" del ciclone mediterraneo, la seconda i venti ciclonici attorno al minimo di pressione.

Il Medicane "Numa" del 17-18 novembre 2017

aggiornamento 19 novembre 2017

Nel 2017, un medicane chiamato Numa II si è formato il 17 e 18 Novembre sul mar Ionio a poca distanza dalle coste pugliesi in seguito ad una discesa di aria fredda scandinava, sul mare ancora caldo dopo un'estate caratterizzata da prolungate temperature record. I venti in mare aperto hanno raggiunto anche 130 km/h mentre sulla costa Calabra e sul Salento i venti hanno soffiato a 90 km/h con mareggiate, piogge torrenziali e allagamenti in particolare nel Leccese.

Evoluzione medicane Numa 18 novembre 2017

Filmato in time-lapse del "medicane" Numa II mentre evolve sul mar Ionio a poca distanza dalle coste pugliesi il giorno 18 novembre 2017 - da immagini MSG-3 Eumetsat - filmato composto da P. Valisa.

Il medicane Numa II mentre evolve sul mar Ionio a poca distanza dalle coste pugliesi. Immagine delle ore 12 del giorno 18 novembre 2017 (Satellite Terra MODIS - NASA

Medicane degli anni 2016-2014 e precedenti storici

aggiornamento 19 novembre 2017

I precedenti medicane che hanno toccato l'Italia si sono verificati l'8 novembre 2014 (nominato Vega o Qendresa I, con particolare maltempo nel Siracusano) e il 3 dicembre 2014 (nominato Xandra che ha interessato le coste Laziali). Il ciclone che il 1 ottobre 2015 ha portato nubifragi in Sardegna non è invece arrivato ad evolvere in "Medicane".
Nel 2016 invece un Medicane ha interessato il 30-31 ottobre il Peloponneso e Creta.

Immagine del ciclone Xandra mentre si dirige verso sud il 3 dicembre 2014. E' evidente la struttura a spirale attorno all'occhio del ciclone (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP).

Purtroppo non esiste un censimento dei "Medicane" come quello effettuato per tifoni ed uragani, tuttavia le cronache riportano numerosi eventi tra cui: "Zeo" sulla Sicilia nel 2005, "Celeno" sulla Grecia nel gennaio 1995, "Cornelia" sulla Campania nell'ottobre 1996, "Antinoo" nel 2007 tra Napoli e Sicilia.
Non è noto se il numero di "Medicane" potrà aumentare con l'aumento della temperatura, ma la durata dei fenomeni è certamente più prolungata se la temperatura del mare è più alta.

Immagine del ciclone Qendresa I mentre si dirige verso verso la Sicilia orientale il 7 novembre 2014 dove porterà piogge torrenziali e onde di 4-5 metri.

Ciclone mediterraneo in evoluzione il 1 ottobre 2015 con piogge torrenziali sulla Sardegna. Potrebbe evolvere in "Medicane" (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP)

Ciclone mediterraneo formatosi il 30 ottobre 2016 tra Peloponneso e Creta, si scompone già nella giornata del 31 ottobre, forse a causa di temperature del Mediterraneo ormai piuttosto basse. Non è stato neppure nominato come bassa pressione dall'università di Berlino. (immagine MSG-2 Eumetsat elaborata da CGP)



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